Le partiture Fluxus e ZAJ sviluppano un approccio radicale, svincolandosi dalla necessità di “rappresentare” i suoni mediante simboli specializzati, e trascinando la notazione nei campi della grafica, della poesia e delle arti visive, fino a poter assumere uno status di opere d’arte autonome e concluse, perfettamente sovrapponibili alle ricerche artistiche puramente “visuali” dell’epoca.
Records
L’attenzione alla musica e al suono portò molti artisti ad interessarsi alla produzione di dischi. Oltre quindi alla registrazione delle composizioni musicali “classiche”, fiorirono tutta una serie di esperienze legate alla documentazione delle performance e degli happenings.
Alcune case discografiche indipendenti si interessarono al fenomeno dando vita ad alcune collane dedicate alla musica contemporanea, alla poesia sonora e alle registrazioni realizzate dagli artisti.
In Italia nasce la Cramps Record che, grazie alla sensibilità di Gianni Sassi e la collaborazione di Gianni-Emilio Simonetti, documenta molta della produzione sperimentale nazionale ed internazionale.
OBJECTS
Seguendo la lezione di Cage, dopo aver esplorato una serie di questioni strettamente musicali come quelle inerenti la musica concreta, la serialità, e la produzione del suono elettronico, gli artisti Fluxus e ZAJ si sono sempre più interessati all’uso degli strumenti musicali come simboli, piuttosto che come fonti di suoni.